Lucca in 3D

Per restituire una percezione di Lucca romana nella sua compiutezza è stato innanzitutto realizzato un modello tridimensionale della città attuale, il cui impianto conserva numerose evidenze del tessuto urbano antico. Il modello 3D è stato ottenuto mediante estrusione utilizzando la Carta Tecnica Regionale come base per le linee di ingombro a terra degli edifici e la Carta dei Tetti per determinarne le altezze alla falda. Successivamente è stato costruito il modello tridimensionale di Lucca romana, in cui sono rappresentati in maniera schematica ma scientificamente corretta il circuito murario, i principali monumenti e i tracciati viari che ancora oggi qualificano la città come romana. Per consentire una migliore rappresentazione e navigazione all'interno dei modelli tridimensionali, è stata utilizzata la tecnologia XVR (eXtreme Virtual Reality), sviluppata dal laboratorio PERCRO (Scuola Superiore Sant'Anna, Pisa) e da VRMedia s.r.l., che consente all'utente di scegliere il percorso, di avvicinarsi agli oggetti e di muoversi liberamente all'interno dei modelli. In particolare, la possibilità di cambiare la mappa posta come base di entrambi i modelli, che può essere costituita dal Catasto del 1837-1838 (ASL, Catasto Nuovo Pelosi 454), dal Catasto del 1873 (ASL, Catasto Vecchio), dalla pianta con i ritrovamenti archeologici individuati da Sommella e Giuliani negli anni Settanta o dalla mappa di Google Earth, permette al visitatore di comprendere in tempo reale le trasformazioni subite da Lucca nel corso dei secoli e la sovrapposizione tra città antica e quella attuale.

ZScan: kit di ripresa

Un ulteriore modello 3D è stato elaborato grazie alla  sperimentazione effettuata su tre arcate dell'anfiteatro romano utilizzando una tecnologia innovativa di rilievo tridimensionale: lo ZScan, prodotto dalla Menci Software. Questo strumento, costituito da una fotocamera digitale, una slitta di precisione con carrello a ricircolo di sfere, un treppiede professionale e dal software ZScan, permette di ottenere una scansione tridimensionale senza utilizzo di laser: l'acquisizione della nuvola di punti avviene infatti direttamente da immagini digitali. Questa tecnica di elaborazione fotogrammetrica multimmagine fornisce come risultato finale un modello 3D utilizzando contemporaneamente tre o più immagini dello stesso oggetto. Alla base di questa strumentazione vi sono i principi delle usuali tecniche di image matching, di cui lo ZScan rappresenta la diretta evoluzione: attraverso un software basato su un innovativo algoritmo proprietario di analisi multifocale dell'immagine è infatti in grado di gestire più di due immagini simultaneamente. In questo modo vengono superati alcuni degli ostacoli che si incontrano nella stereoscopia classica: la ridondanza di informazioni consente di eliminare molti dei problemi di occlusione e di verificare la corrispondenza ottenuta su una coppia di immagini attraverso la verifica con le altre. La creazione del modello tridimensionale non necessita di molto tempo: il ricorso ad algoritmi propri della Computer Vision, come il tensore trifocale e la rettifica trinoculare, rende particolarmente veloce e gestibile tutto il processo di elaborazione dei dati.

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